domenica 9 maggio 2010

LESTAT HILDENPOT


Lestat è una sfinge senza soluzione. Un labirinto avviluppato in una matassa di seta, per dipanare la quale bisogna attraversare ogni filamento e ogni meandro del bozzolo che racchiude e nasconde la sua essenza. Credo davvero che se dovessi scrivere di Lestat, litigheremmo; e forse litigheremo. A prima vista Lestat è altezzoso e snob, forse troppo concentrato su se stesso. A volte ci diamo ai nervi l’un l’altro solo per scaricare tensione e accumularne di nuova, come due poli magnetici sincronici e dissonanti. Per comprendere Lestat bisogna attraversare la coltre spessa e nebulosa del suo atteggiamento. Lestat è scostante, spesso annoiato, facilmente irritabile, a volte piuttosto nervoso. Soggetto a repentini sbalzi d’umore, passa dall’euforia alla depressione – e viceversa – in un continuo altalenare di stadi emotivi. Ed è forse questa la caratteristica che maggiormente contraddistingue la sua indole: queste aritmiche correnti di sensazioni contrapposte che lo trascinano dagli abissi più remoti alle altezze più sublimi, in un continuo andare e venire che è ormai come il respiro del suo spirito inquieto ininterrottamente ai limiti del parossismo. La verità è che Lestat vorrebbe terribilmente potersi fidare davvero di qualcuno, ma il mondo non gliene dà mai modo. Così, la sua non è altro che una continua lotta della speranza cieca di una possibile felicità contro l’eterna e scoraggiante insensibilità della realtà in cui vive. Eppure c’è stata una sera di agosto in cui io ho visto davvero negli occhi Lestat. Quella sera il suo sguardo luccicava di un bagliore sconosciuto ai più, un riverbero colmo dei colori più profondi e più segreti della sua anima. In quel momento abbiamo toccato l’apice della reciproca empatia, e ho potuto scorgere tutta la fragile delicatezza, tutta la profumata dolcezza del giardino segreto che si cela dietro la maschera di Lestat: Eden rigoglioso della sua interiorità, mi è stato celato subito dopo. Quella luce nei suoi occhi non è stata che un lampo (Lestat vende a caro prezzo la sua fiducia). Ma io l’ho vista, e questo mi basta.

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