sabato 1 maggio 2010

HAMLET De SHATTERIOT


Quando sono con Hamlet la luna splende in pieno giorno, intanto che l’alba si allunga sulla notte a rubarle la scena. Quando sono con Hamlet i pavimenti a scacchi accentuano la precarietà del mio equilibrio. Quando sono con Hamlet ho sempre la strana sensazione che il mondo scricchioli, quasi dovesse andare in frantumi. Hamlet vive la vita sul bordo dell’universo: cavalca le sue emozioni e i suoi desideri quasi fossero cavalli selvaggi, e sembra quasi che non ci sia per lui mai un attimo di pace nelle sue continue scorribande al confine tra felicità e disperazione. La sua vocazione punk ha la stessa impalpabile filigrana del suo umorismo nero e del suo disprezzo per il mondo. La sua vocazione artistica è bagnata dalla stessa luce del suo sorriso di bambino e del suo cuore magnanimo. Un vero viveur del terzo millennio: un giorno non ha nemmeno i soldi per le sigarette e il giorno dopo è capace di spendere centinaia di euro per farti passare una bella serata. Di certo, non prova attaccamento per le cose materiali; forse, non lo prova nemmeno nei confronti della vita in genere: Gautama di periferia, ci siamo aggirati assieme per i locali più bui della città – seminterrati, dark room e monitor che proiettano film porno – stando seduti al nostro tavolino a ridere e scherzare quasi fossimo a prendere un caffè a Piazza Farnese. Hamlet De Shatteriot è una delle persone migliori che conosca.

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