
venerdì 30 aprile 2010
I'M IN LOVE FOR JD SAMSON

mercoledì 28 aprile 2010
BIRSA REINE

Birsa è una silfide metropolitana. Il suo sguardo è un soffio di vento nell’aria satura di smog e cocaina della città. Eppure la sua espressione è sempre imperscrutabile. È una gatta siamese: allo stesso modo fissa; allo stesso modo distoglie lo sgaurdo. Il suo volto è roseo, la sua pelle è profumata, le sue labbra sono il più dolce dei frutti. Ha l’umiltà delle persone sagge e la benevolenza delle persone nobili. Cerca spesso di dimostrare fermezza nei confronti del mondo, giacchè il suo animo vacilla costantemente in una sorta di equilibrismo che ormai è quasi una danza. Ama. E quando ama, ama davvero. E la sua capacità di amare va al di là di ogni semplificazione terrena. Il suo mondo sembra quasi un opera d’arte, l’armonia regna sovrana sulla sua – seppur a volte burrascosa – esistenza. Birsa cammina con grazia, lentamente, quasi come se la realtà che la circonda, con tutte le sue brutture, fosse soltanto una sterminata cappa di oscurità che dalle sue esili spalle scivola ad occultare il suo corpo luminoso. Nonostante ciò, al suo passaggio tutto diventa iridiscente. In incognito si aggira per le strade, nei cinema, nei locali o a qualche mostra – vestita à la garçonne – portandosi dentro la sua segreta sintonia con le frequenze dell’universo.
PIAZZA SEMPIONE
Alla fermata di Piazza Sempione, ad aspettare il filobus. I jeans strappati e lo sguardo torvo per evitare che qualcuno si avvicini. Tassisti fermi con i loro taxi bianchi davanti all’Angolo Russo. Bengalesi vestiti da coatti si insultano in inglese: “Suck my dick! Suck my dick!”. Davanti a me i led rossi di un monitor si accendono e si spengono per far scorrere ripetitive scritte pubblicitarie. Dietro di me uno sportello bancario in disuso. Un sudamericano mi chiede una sigaretta. Mi sorride con un sorriso largo quando gli offro una Marlboro. Una Peugeot 206 color oro – a bordo due ragazzetti con capelli pieni di gel ascoltano musica disco a tutto volume – fa un inversione ad U a tutta velocità proprio davanti alla fermata, e quasi mi sembra ci venga addosso. Sotto il ponte l’Aniene borbotta impercettibilmente, mentre i lampioni in fila sulla Nomentana colorano l’aria di una luce innaturale. Il mio i-pod suona un pezzo di Rodion.martedì 27 aprile 2010
SELF PORTRAIT

HORROR VACUI