mercoledì 28 aprile 2010

PIAZZA SEMPIONE

Alla fermata di Piazza Sempione, ad aspettare il filobus. I jeans strappati e lo sguardo torvo per evitare che qualcuno si avvicini. Tassisti fermi con i loro taxi bianchi davanti all’Angolo Russo. Bengalesi vestiti da coatti si insultano in inglese: “Suck my dick! Suck my dick!”. Davanti a me i led rossi di un monitor si accendono e si spengono per far scorrere ripetitive scritte pubblicitarie. Dietro di me uno sportello bancario in disuso. Un sudamericano mi chiede una sigaretta. Mi sorride con un sorriso largo quando gli offro una Marlboro. Una Peugeot 206 color oro – a bordo due ragazzetti con capelli pieni di gel ascoltano musica disco a tutto volume – fa un inversione ad U a tutta velocità proprio davanti alla fermata, e quasi mi sembra ci venga addosso. Sotto il ponte l’Aniene borbotta impercettibilmente, mentre i lampioni in fila sulla Nomentana colorano l’aria di una luce innaturale. Il mio i-pod suona un pezzo di Rodion.

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