mercoledì 28 aprile 2010

BIRSA REINE


Birsa è una silfide metropolitana. Il suo sguardo è un soffio di vento nell’aria satura di smog e cocaina della città. Eppure la sua espressione è sempre imperscrutabile. È una gatta siamese: allo stesso modo fissa; allo stesso modo distoglie lo sgaurdo. Il suo volto è roseo, la sua pelle è profumata, le sue labbra sono il più dolce dei frutti. Ha l’umiltà delle persone sagge e la benevolenza delle persone nobili. Cerca spesso di dimostrare fermezza nei confronti del mondo, giacchè il suo animo vacilla costantemente in una sorta di equilibrismo che ormai è quasi una danza. Ama. E quando ama, ama davvero. E la sua capacità di amare va al di là di ogni semplificazione terrena. Il suo mondo sembra quasi un opera d’arte, l’armonia regna sovrana sulla sua – seppur a volte burrascosa – esistenza. Birsa cammina con grazia, lentamente, quasi come se la realtà che la circonda, con tutte le sue brutture, fosse soltanto una sterminata cappa di oscurità che dalle sue esili spalle scivola ad occultare il suo corpo luminoso. Nonostante ciò, al suo passaggio tutto diventa iridiscente. In incognito si aggira per le strade, nei cinema, nei locali o a qualche mostra – vestita à la garçonne – portandosi dentro la sua segreta sintonia con le frequenze dell’universo.

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