martedì 14 dicembre 2010

NOTTE PRIMA DELLA RIVOLUZIONE


Ombre di rami nodosi come rigoli di piscio sui marciapiedi grigi di S.Lorenzo. L'aria gelida brucia sulle guance. C'è elettricità nell'aria questa notte. Uno sciame di asteroidi sta solcando di scintille il cielo in PVC. Cammino a passo rapido tra gli studenti e le loro eterne Peroni. Il solstizio d'inverno è vicino, il giorno più buio dell'anno. Il sole opposto a Saturno. Notte di profezie. Una strana inquietudine mi pervade. Domani questo sonnecchiare dietro persiane serrate e gorgoglìo di nasoni sarà sostituito dal caotico tumulto delle folle. Una protesta popolare. Molta rabbia e molto rumore. Il freddo mi fa tremare mentre attraverso il piazzale del Cimitero del Verano. Tutto tace. Nemmeno un auto, nè un autobus, nè un taxi - figurarsi. Allungo il passo. Striscioni davanti all'Università. Enormi frasi di protesta scritte sui muri. Striscioni davanti all'Ospedale. E, dall'altro lato della strada, manifesti celeste pallido con al centro il Cupolone sospeso su un nugolo di bandiere del PDL, sotto il simbolo del Partito e sopra, a caratteri cubitali: I CATTOLICI SONO CON BERLUSCONI. Un singolo, cinico, cenno di riso mi sale alle labbra. Nera ripiomba tra gli altri oscuri pensieri l'idea degli intrighi di un abile mediatore e del consenso di uno spregiudicato Cardinale. Per lo meno non hanno tirato in ballo tutti i cristiani. Mi strofino le mani e allungo ancora il passo all'altezza della Metro Policlinico. Cerco di non guardare, ma mi è impossibile non gettare un'occhiata a quel piazzale alla De Chirico, al grigio palazzo dall'aspetto di alveare da IV Guerra Mondiale, ai gradini su cui eravamo seduti il giorno in cui ci siamo lasciati. Attraverso Via Margagni quasi correndo. A Piazza Galeno, dell'albero caduto l'anno scorso ci sono ancora le radici divelte e il tronco mozzo. Più in la scorgo i talamoni del palazzo ad angolo con Via Nomentana, e già mi sento più vicino a casa. Dall'altro lato, sotto Villa Berlingeri, l'ambasciata dell'Arabia Saudita, una jeep dell'Esercito e davanti al cancello due soldati armati - e infreddoliti, immagino. Anche le forze dell'ordine hanno protestato ultimamente. Chissà se ci saranno scontri domani. E chissà cosa succederà se Berlusconi otterrà la fiducia. Accendo l'ultima sigaretta. Le auto sfrecciano come fulmini metallizzati su Via Nomentana deserta. Avviandomi finalmente a casa immagino le parole che direi se dovessi annunciare al Parlamento il Colpo di Stato.

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