"Non mi fido di un autobus che ha una lettera al posto del numero!" Piazza Fiume. Prendiamo un taxi. Il capo della mia coinquilina - giornalista per il più importante quotidiano della città - è l'autore dello spettacolo cui stiamo andando ad assistere all'Auditorium. Io non volevo nemmeno andare: "a fare che?" My fair lady invece si è messa in tiro per l'occasione. Sembra piuttosto nervosa mentre attraversiamo Villa Borghese immersa in una bruma leggera su cui i lampioni spandono una luce ottocentesca.
Due senatori della Repubblica, un Colonnello, un Procuratore e un giornalista si contendono il primato di attore più cane che abbia mai calcato un palcoscenico. Lo spettacolo si rivela essere una marchetta straziante e piuttosto ridicola. Patetica nella sua monotona inettitudine. Dopo lo spettacolo, un piccolo rinfresco. L'autore mi chiede se mi è piaicuto, ed io non posso che rispondere che l'ho trovato "molto particolare". Vado a prendere l'ennesimo bicchiere di champagne e incontro per caso Katija Kunrepova. Katija è la figlia di un ambasciatore uzbeko. La sua natura la tradisce malgrado la sua decennale permanenza in Italia. E' fredda benché non voglia, e sembra essere molto rigida nonostante in realtà non lo sia affatto. Più che benestante, non si nega nessun lusso e non teme alcuna crisi: la cosa che odio di più in lei è che non può proprio fare a meno di pagare anche per te. E' un attimo. Mi ha già assunto come avvocato - lavora per una grossa società che si occupa di energia - e subito si mette a parlare del suo ex (che, detto tra noi, è un parassita senza dignità, una carogna) e rimango esterefatto assistendo al lento svelamento della sua fragile remissività, della sua dolcezza.
Alla fine la mia coinquilina mi chiama per andar via proprio mentre spengo l'ultima sigaretta.
Per tornare a casa prendiamo l'M.
Due senatori della Repubblica, un Colonnello, un Procuratore e un giornalista si contendono il primato di attore più cane che abbia mai calcato un palcoscenico. Lo spettacolo si rivela essere una marchetta straziante e piuttosto ridicola. Patetica nella sua monotona inettitudine. Dopo lo spettacolo, un piccolo rinfresco. L'autore mi chiede se mi è piaicuto, ed io non posso che rispondere che l'ho trovato "molto particolare". Vado a prendere l'ennesimo bicchiere di champagne e incontro per caso Katija Kunrepova. Katija è la figlia di un ambasciatore uzbeko. La sua natura la tradisce malgrado la sua decennale permanenza in Italia. E' fredda benché non voglia, e sembra essere molto rigida nonostante in realtà non lo sia affatto. Più che benestante, non si nega nessun lusso e non teme alcuna crisi: la cosa che odio di più in lei è che non può proprio fare a meno di pagare anche per te. E' un attimo. Mi ha già assunto come avvocato - lavora per una grossa società che si occupa di energia - e subito si mette a parlare del suo ex (che, detto tra noi, è un parassita senza dignità, una carogna) e rimango esterefatto assistendo al lento svelamento della sua fragile remissività, della sua dolcezza.
Alla fine la mia coinquilina mi chiama per andar via proprio mentre spengo l'ultima sigaretta.
Per tornare a casa prendiamo l'M.
ph: "primo cliente"
RispondiEliminaLuca Incarnati
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