venerdì 21 gennaio 2011

OPERA SWING


Un palco al Teatro dell'Opera per una prima europea. Scintillio di cristalli e di stucchi dorati. Smoking, abiti da sera. Fiumi di raso e di pellicce, granitiche spille di diamanti. Quando arriviamo lo spettacolo è già iniziato. Primo appuntamento. Mi cede il posto migliore. Il colpo d'occhio è sicuramente d'effetto. La platea piena, l'orchestra, il palco e l'enorme scenografia fino alle quinte. L'Opera in sé risulta gradevole, sebbene non eccezionale. Durante l'intervallo, uscendo in corridoio, veniamo trasportati dalla folla verso il foyer dei palchi. Bodyguards all'ingresso, e una signora attempata e cotonata che fa gli onori di casa: mi scruta cercando di riconoscermi e poi smozzica un "buonasera" mentre già manda un bacio ad una sua conoscente dietro di me. Il salotto è stracolmo di vip più o meno noti e di personaggi della Roma bene che girano attorno al tavolo del buffet quasi fosse la Pietra Nera a La Mecca. Nella sala più grande cariatidi ingioiellate, bionde habitué delle sale d'attesa di chirurghi estetici, uomini di dubbia eleganza e attempati gagliardi dall'incerto passato chiacchierano in stretti capannelli sorseggiando champagne o spremuta di pompelmo. Decidiamo di uscire a fumare una sigaretta. Sul portico antistante al teatro una signora sulla cinquantina - volpe argentata sulle spalle e spirito del Sud - ci racconta di aver visto la versione cinematografica di quella stessa opera trenta o quarant'anni addietro. Le unghie smaltate si chiudono come una morsa sul filtro bianco, macchiato appena di rossetto, della sua Muratti Multifilter. "Se non ricordo male era con Marlon Brando". Rientriamo - anche il secondo atto è già iniziato - e raggiungiamo il nostro palco. Chiusa la porta, fermo il mio appuntamento in anticamera.
Ho sempre sognato di fare sesso all'Opera.

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