domenica 23 gennaio 2011

CANNOLI A REBIBBIA

La realtà è una serie di istantanee sotto i flash della luce stroboscopica: trans sudamericane dai seni enormi e dalle labbra gonfie, uomini a torso nudo sudati e pieni di tatuaggi, ragazzetti stravolti dallo Shaboo o dalla Ketamina che ballano sotto cassa con indosso occhiali da sole di dubbio gusto, djs tutti presi dall'Ecstasy e dalla musica elettronica che gli pulsa nelle cuffie, energumeni che si aggirano per la pista da ballo facendo spegnere sigarette riaccese subito dopo o buttando fuori ubriachi molesti. E sguardi che si inseguono, corpi che si sfiorano, mani che si infilano in pantaloni altrui, lingue che si annodano in baci spasmodici. La luce di Wood in bagno rende il piscio fluorescente, le piste di coca violette. Le poche aperture esterne - quasi feritoie - filtrano fasci di luce mattutina, troppo accesa per i miei occhi abituati al buio: dentro è ancora notte. La gente in dark room aspetta il proprio turno per un camerino libero in cui farsi una scopata o è ancora in pista a ballare passandosi bottigliette di acqua fresca piene di MD. Flirto senza trasporto con un uomo muscoloso, nonostante sappia già che non ci andrò a letto. Non so perchè, ma il pensiero ritorna all'unica volta in cui ho detto "ti amo": sorrido amaramente ricordando che mi è stato risposto "è troppo tardi". Ed è tardi davvero. O forse presto: quando usciamo è pieno giorno. Assieme a due clubbers della vecchia guardia andiamo a fare colazione con dei cannoli davanti al carcere di Rebibbia, per festeggiare la sentenza definitiva di condanna a Cuffaro. E' tardi anche per lui: tanti auguri Totò!

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