lunedì 20 giugno 2011

BONJOUR!

Luce fresca del mattino, ancora tenue. Le lenzuola sulle mie gambe nude. Nel dormiveglia mi masturbo pensando a quella volta. L'eco del terrifico e supremo orgasmo risuona inalterata. Mi alzo, mi pulisco con dei fazzoletti che lascio cadere per terra, accanto al copriletto che sgualcito pende dal letto. Sotto la doccia pondero - gli occhi chiusi e coperti di schiuma - la maledizione che ci unisce. Un legame cui tutto è avverso, finanche noi stessi, che pure lo sappiamo e non possiamo ignorarlo: una sorta di magnetismo occulto non ci permette di allontanarci del tutto, come un flusso gravitazionale che non riusciamo a spezzare. Mentre faccio il nodo alla cravatta - la mia coinquilina in cucina prepara la moka - rifletto su cosa provo per te, ed emerge solo una tiepida sensazione di benevolo disgusto. Mando giù il mio caffè - nero, amaro, bollente - e mi dico che una maledizione può spezzarla soltanto chi l'ha lanciata. Accendo una sigaretta e aspiro a pieni polmoni.

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