Buttati sul divano dopo una massacrante giornata di lavoro. Un amico mi ha portato una bottiglia di whiskey, che decidiamo di aprire per smorzare la pesantezza di questo mercoledì sera. Luci soffuse a malapena riflesse dai quadri alle pareti e dal tavolino di vetro, la musica di Bach aleggia nel salotto.- Comunque non mi piace proprio come persona, mi fa schifo la sua essenza. E poi, non mi piacciono le persone indefinite.
- Indefinite? - chiedo.
- Si, indefinite, prive di un tratto distinguibile.
- Ma poi, in fin dei conti, ma che cos'è questa essenza?
- L'essenza è ciò che ti contraddistingue, quello che ti fa essere ciò che sei.
- Ma io sono così in questo momento, domani sarò un'altra persona.
- Ci sarà comunque qualcosa che ti identifica in quanto Bera.
- Non lo so. Credo che, alle condizioni giuste, potrei essere esattamente l'opposto di ciò che sono. Alla fine quello di cui parli è solo l'accumularsi delle esperienze nel tempo, che modella la nostra personalità. Ma non è questa l'essenza.
- E cos'è, secondo te?
- Secondo me non ha niente a che vedere con l'indole, il carattere o la personalità. Io credo che si tratti di una forma di energia, la cui manifestazione più immediata sono le emozioni. E' come se fossimo lampadine: l'energia invece che in fotoni, però, viene trasformata in sentimenti. Credo che questa forma di energia sia in pratica come un nucleo attorno cui si stratificano i vari aspetti della nostra identità. Credo, in parole povere, che tutti gli uomini abbiano la stessa medesima essenza.
- E quindi? - mi chiede il mio interlocutore finendo di bere il suo whiskey.
- E quindi, insomma, non c'è differenza tra le vostre essenze. E se ti fa schifo la sua...
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